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SOFFITTO TESO
23/09/2009: I “soffitti tesi” sono teli elastici in PVC calandrato che permettono di realizzare controsoffitti rapidamente e a basso costo, senza ricorrere all’intonacatura e tinteggiatura. Il telo è fissato alle pareti per mezzo di profilati di PVC, che pinzano il film e lo mantengono in tensione.
Sono stati inventati circa 35 anni fa dal francese Fernand Scherrer, ma non sono ancora molto conosciuti, nemmeno tra gli architetti. Eppure offrono indiscutibili vantaggi.
Possono essere applicati sotto un soffitto grezzo senza bisogno di intonaco e tinteggiatura, sono rapidi da installare (basta mezza giornata per un locale di 80-100 m2), sono più economici di un soffitto convenzionale, non richiedono manutenzione (basta lavarli con un panno umido e sono garantiti da 5 a 10 anni), non sono danneggiati da perdite d’acqua. Inoltre vi si possono inglobare e integrare tutti i servizi occorrenti: illuminazione, sensori anti-intrusione, telecamere di sorveglianza, impianti di aerazione.
Grazie alla loro caratteristiche, permettono all’architetto di sbizzarrirsi senza porre limiti alla fantasia: possono essere stampati a piacere con macchine serigrafiche o a getto d’inchiostro, possono essere retro-illuminati, proiettandovi immagini diverse, e i dispositivi di fissaggio consentono di conferire loro forme di ogni tipo: curve, angoli, onde. Infine, possono essere perforati in vari modi, per migliorare la resa acustica.
Prodotti simili sono usati anche per l’allestimento di stand fieristici (tesi verticalmente sopra le pareti grezze) o in pubblicità, per realizzare espositori di merci.
Esistono anche versioni in altri materiali, come tessuti rivestiti di poliuretano o polipropilene, che hanno le stesse caratteristiche di versatilità ed economicità.
Le finiture possono essere opache, satinate o lucide. Questi ultimi sono piuttosto delicati: quando li si avvolge in bobina, la faccia lucida è a contatto con quella opaca della spira successiva, e può perdere il lucido. Per evitare l’inconveniente, si usa avvolgere contemporaneamente due pezze della stessa lunghezza, con le facce lucide l’una contro l’altra. Bisogna però evitare che tra di esse si intrappoli aria, che comunque lascerebbe tracce, perciò si deve eseguire un accoppiamento (laminazione) non permanente, la cosiddetta kiss lamination.
Un’apposita macchina è stata progettata e realizzata recentemente, per un produttore italiano, da Isotex (Sandrigo, VI), grazie all’esperienza della sua Divisione Colombo di Busto Arsizio e in collaborazione con Comerio Ercole SpA, pure di Busto Arsizio. Questa collaborazione rientra nel programma annunciato durante l’ultima fiera Plast: le due aziende hanno deciso di affrontare insieme il mercato del film calandrato di PVC, grazie alla loro partecipazione paritetica nella società tedesca CKA GmbH.
La macchina suddetta permette di laminare a caldo due bobine di film in PVC calandrato, lucido-su-lucido, ottenendo un accoppiamento uniforme e stabile, ma non permanente: così i due film possono essere separati in cantiere e messi in opera senza che perdano la loro caratteristica estetica principale. Si tratta probabilmente della prima macchina adatta a trattare film larghi due metri, dato che i materiali lucidi in commercio sono tutti più stretti.
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